Calendario
Maratone
Archivio News
Volantini
Record Provinciali
I migliori tempi della provincia
Il Gruppo
Meteo

Palestra Meeting

via cardinal massaia 19
tel :013143711

  Racconti  
 

Who'll stop the rain

Chi può fermare la pioggia ? Chi può tornare indietro nel tempo e rivivere un estate cambiando le proprie scelte ? Siamo davvero noi a decidere certe cose ? E a volte non sembra che gli eventi ci vengano incontro senza che possiamo far nulla per evitarli... Who'll stop the rain è una canzone dei Creedence Clearwater Revival anteriore al 1977 ma che in quella piovosa estate di 29 anni fà in qualche modo divenne il simbolo dei miei dubbi.
Era un estate con poche corse per me, a causa dell'esame di maturità. Non ero quindi assolutamente allenato e a fine luglio, quando appresi di essere diventato ragioniere mi si poneva davanti un dubbio sul cosa fare in futuro. Avevo due scelte che erano le più concrete. Iscrivermi all'Isef come desideravo e proseguire a studiare per diventare insegnante di educazione fisica. Il mio professore di diritto mi consigliava in realtà di fare un altra scelta scolastica, ma a me la giurisprudenza non interessava. C'era poi un lavoro, avevo fatto domanda in una azienda vinicola per un posto vacante di impiegato. Eravamo una dozzina di candidati ma io ero riuscito ad arrivare alla selezione finale ad agosto e nel colloquio decisivo fui preferito ad altri tre, se volevo il posto era mio. La fine di agosto era il periodo in cui dovevo decidere e, non so neppure io adesso perchè, scelsi l'uovo oggi alla gallina domani. Il giorno in cui dovevo cominciare il mio nuovo lavoro era lunedì 29 agosto alle 8,00 precise. Gli ultimi giorni prima di questa data li vivevo ascoltando musica e pensando a questa scelta che in fondo non mi convinceva proprio. Ma sembrava impossibile tirarsi indietro, come un fidanzato alla vigilia di nozze con una ragazza che improvvisamente non gli piace più... era proprio così. La musica mi aiutava a capire, a cercare di capire, pioveva e sentivo spesso "Who'll stop the rain" dei Creedence Clearwater Rewival... avevo in mente quella canzone. La vigilia del giorno d'inizio del mio lavoro uscii per andare a Messa senza particolari progetti per quel giorno piovoso, quasi inutile e senza programmi. Trovai un amico che mi disse che andava il pomeriggio a correre una corsa in montagna di 12 km. a Ronco Scrivia. Non ero in forma, non correvo regolarmente da diverse settimane, ma accettai di andare con lui. Una di quelle decisioni prese d'istinto, per scaricare forse la tensione. Non so perchè mi lasciai convincere a correre quella gara in montagna, forse in qualche modo volevo scacciare i dubbi proprio con quella corsa. Era da giugno che non facevo corse, mi ero allenato poco, anzi nel mese di luglio ero stato fermo per l'esame di maturità. Ma tutta l'estate era tutta condizionata dalle scelte di vita che dovevo fare.
Partimmo verso le due e ci trovammo in una piccola piazza, arrivai presto e mentre fissavo le pozzanghere in cui la pioggia faceva i suoi spruzzi continuavo ad avere in mentre quella canzone.....Who'l stop the rain...chi può fermare la pioggia......... Pioveva forte e anche il viaggio, in autostrada, sembrava una giornata destinata a non vedere mai il sole..... Pioveva forte e anche a Ronco Scrivia la situazione era identica, acqua e acqua ancora. Andammo a iscriverci in una salone dove c'era un cinema. Vedevo tanti atleti, ma tra questi pochi conosciuti. Era una gara fuori dalla nostra provincia e gli avversari erano diversi dai soliti. Ci diedero un grosso pettorale, di quelli che di solito si vedevano nelle gare di sci. Non da appuntare con le spille ma che aveva anche una parte dietro e copriva completamente la nostra maglia sociale.
Il mio era il numero 11, quindi sarei partito abbastanza presto. Il primo concorrente doveva prendere il via alle quattro. La gara era a cronometro e si partiva uno per una con distacco di 1' davanti a una chiesa. Non aveva certo smesso di piovere e io avevo sempre in mente "Who'll stop the rain"...chi può fermare la pioggia. In realtà quella pioggia mi faceva pensare al destino, alla avvicinarsi del lunedì in cui la mia scelta di vita si sarebbe compiuta. In cui avrei rinunciato definitivamente a iscrivermi all'Isef per andare a fare l'impiegato in quello squallido ufficio tra colleghi altrettanto squallidi.
Mentre mi cambiavo in un grigio spogliatoio di un campetto di calcio, mentre la pioggia imperversava e sferzava i vetri, mi chiedevo se era la scelta giusta o no.
Se dovevo cambiare idea, se era tutto deciso, se... se....se, tanti se mi affollavano la mente e pensare alla corsa aiutava a scacciarli.
Continuavo a cambiarmi, come oggetto in un meccanismo più forte di me, come se non riuscissi a fermare gli eventi...a fermare la pioggia che mi portava in un futuro grigio, come quel cielo plumbeo e pieno di nubi cariche di altra pioggia.
Ci avviammo alla partenza e io aspettavo il mio turno parlando con altri della gara, chiedendo del tracciato, di cosa ci aspettava dietro quella curva che era il limite visibile del percorso.
Un pò era come chiedere cosa ci aspettava nel futuro dell'indomani, come per prepararsi ad affrontarlo, come a renderlo meno incognito, meno sconosciuto.
Era quello che avevo fatto tutta l'estate chiedendo a gente che aveva fatto e non passato l'esame di ammissione all'Isef con le temute prove pratiche, come il metro e cinquanta di salto in alto che credevo di non valere.
Il mio amico era perso nel suo mondo, partiva prima di me, e prima di me partivano altri della mia zona.
Finalmente si avvicinava il mio momento, l'ora del via, ero ovviamente bagnato fradicio ma non ci facevo caso. Correvo e mi preparavo a partire mentre la pioggia dava ancora le sue sferzate.
I numeri si avvicendavano alla riga bianca che segnava la partenza. Il cinque, il sei, il sette...i minuti passavano veloci, e il mio turno era sempre più vicino.
Non faceva freddo e una volta bagnato l'acqua non può certo accentuare quella condizione.
Ero in uno stato particolare, quando stai per partire, in cui sembra di lasciare la realtà quotidiana, la vita di tutti i giorni, gli impegni, le menate e entri in un altro mondo....diverso.
Il concorrente prima di me parte e io mi metto sulla riga, vicino al cronometrista che scandisce il count down.
Mentre in numeri passano guardo in alto, verso la montagna che mi appresto ad affrontare. Il famoso Monte Reale che non si vede. La cima è' coperta di nubi, grigie, nere e bianche. Quante sfumature diverse per un colore che è poi quello della pioggia.
La partenza arriva come una liberazione, la corsa non è più futuro ma presente, i pensieri scompaiono perchè adesso la gara è realtà.
Non ci sono più incognite ma un percorso vero, da affrontare, da domare, da combattere nelle avversità, il futuro è presente e i suoi fantasmi diventano concreti.
Di quell'attimo mi rimane una nitidissima foto in bianco e nero, scattata da un mio amico che ha fermato quell'attimo. Io fradicio sotto l'acqua che affronto il ponte romano di Ronco Scrivia col campanile sullo sfondo che segna le quattro e dieci, il mio pettorale è nitido numero 11, un altro atleta stà facendo riscaldamento e si vede si spalle, ho sotto una maglia con le maniche lunghe bianche. Ho 22 anni, mi aspettano 12 km. di corsa in montagna e l'indomani un nuovo lavoro. Guardo avanti, il tracciato che si inerpica su una montagna che fino a ieri non conoscevo affatto.
Guardo quella cima coperta di nubi, la mia sfida è quella e solo quella in quel momento.
Subito dopo il ponte lasciamo la strada asfaltata e iniziamo ad addentrarci nel bosco. Il sentiero è stretto e sale regolare, gli alberi ci proteggono un pò dalla pioggia che però non è violenta, ma quasi tenue.
E' in fondo come una compagna a questo punto, che stà con noi, che ci affianca nelle salite da affrontare.
Fuori dalle case c'è persino qualcuno che ci incita e ci dice di tener duro, si bagnano anche loro e la strada sale ancora. Il bosco ogni tanto si apre e negli slarghi si vede un pò di più il tracciato che ci aspetta, il cielo è sempre cupo e non accenna a smettere di piovere.
Il ritmo è scandito dalla mente in cui risuona la canzone dei Creedence Clearwater Revival......chi può fermare la pioggia....
L'ultimo tratto prima della vetta è molto bello, sale ripido in mezzo alle piante e mi sento a mio agio. E' quasi una galleria naturale, verde vivo, reso più brillante dalla pioggia. L'aria ha umori di muschio, profumo di foglie marce, di sottobosco, di funghi.
Ho preso il ritmo giusto nella parte iniziale e sono più gli atleti che ho passato di quelli che mi hanno raggiunto. Arrivo alla vetta senza essere particolarmente provato in 31'30" e passo dietro alla chiesetta, il cui campanile sembra avvolto nella nebbia. Lì comincia la discesa che è subito tremenda, ripidissima, fangosa e scivolosa, decisamente pericolosa. Quel giorno non lo sapevo ma quella corsa aveva due facce ben distinte, la salita e la discesa. La prima non basta a farti andare bene, puoi arrivare benissimo in vetta ma tutto si decide nella discesa. Quella gara l'ho fatta quattro volte tra il 1977 e il 1980 ma non ho mai corso decentemente i primi due km. di discesa. Il sentiero stretto, i passaggi rischiosi. Così il mio passo rallenta, tutto preoccupato di non farmi male. I tratti pietrosi sono scivolosi e io ho un paio di Adidas non nuovissime con suole abbastanza consumate. Finalmente il tracciato diventa più corribile, mi raggiunge e passa uno che mi conosce e mi incita, non capisco neppure chi sia, tutto preso a guardare bene il sentiero. Passato il tratto più brutto si vede il fondovalle, Ronco Scrivia e la strada che scende, passiamo da un gruppo di case e si rivede qualcuno fuori a incitarci. Per effetto del basso numero di partenza sono tra i primi a passare e forse qualcuno pensa che io sia anche tra i primi come classifica. Mi torna in mente la canzone dei Creedence "chi può fermare la pioggia" mentre il percorso passa vicino a un suggestivo mulino. C'è una bella ragazza sconosciuta con un incerata gialla che mi dice "vai che sei tra i primi, forza che sei quasi arrivato". In realtà mancano ancora alcuni km. ma tra quel tratto molto bello e la ragazza era carina. Dimentico tutte le paure e ricomincio ad andare a pieno regime. La strada ridiventa asfaltata, ho più fiducia e andiamo incontro alle prime case di Ronco. Passiamo su un ponte e mi accorgo che c'è qualche fotografo che fa degli scatti. Ne avevo visto anche prima ma non avevo pensato che era strano tanti fotografi per una gara così. Finalmente vedo capannoni industriali, brutti e arrugginiti ma che mi fanno capire che la corsa è al suo epilogo. Non ho avversari a vista, dietro non sento nessuno arrivare, un lungo rettilineo mi porta verso il campo sportivo dove è fissato l'arrivo. Non ci sono avversari in vista ma aumento preso dall'atmosfera suggestiva, da quel ritmo mentale.... Passiamo in una strada stretta e finalmente si vede il traguardo. Gli ultimi metri spingo a tutta e sembra di essere partito da poco, sembra di racchiudere lì la mia fuga dalla realtà, in quel campo di calcio allagato dalla pioggia non evito più le pozzanghere, ultima curva ultimo tratto.
E un attimo dopo la corsa è finita, sono oltre il traguardo e quasi mi spiace che sia finita.... vado a bere qualcosa e a cambiarmi. Piove sempre e la doccia non funziona, possiamo solo asciugarci e cambiarci. Quando usciamo il cielo è sempre scuro, stavolta anche perchè la sera avanza. Torniamo in quel cinema dove ci eravamo iscritti dove si svolge la premiazione. Cerco la classifica e scopro di essere arrivato 41° in 1h02'27"6, una classifica modesta, un tempo molto modesto. Ha vinto Damele in 44'48"8 davanti a Grillo di Ventimiglia (46'48") e il nostro amico Felice Bruno è terzo in 46'49". Tutti gli atleti del mio gruppo mi sono arrivati davanti ma io sono soddisfatto della mia corsa. Ricevo un bel premio lo stesso però perchè la mia società è nona e io sono l'unico concorrente che ha preso punti.
Ripartiamo per tornare a casa e nel viaggio di ritorno, forse per stanchezza o forse perchè concentrato nella guida il mio amico non parla.
Io del resto non ho voglia di far conversazione, anzi guardo dal finestrino e penso ad altro. Rivedo mentalmente la corsa, il percorso, i tratti nel bosco, la discesa verso Ronco, le strade bagnate, il ponte sulla ferrovia, le pozzanghere, il finale in crescendo..... La pioggia lava i vetri e mi torna in mente la canzone dei Creedence "Who'll stop the rain"...
chi può fermare questa pioggia ? Il futuro avanza, è domenica sera e il lunedì è dietro l'angolo, col suo carico di incognite. Il nuovo lavoro che mi
aspetta, cosa porterà, dovrò smettere di correre ? Cambierà qualcosa nella mia vita.... Il cielo è cupo, il giorno lascia il posto alla notte e sembra quasi che quello scenario cupo voglia togliermi ogni residuo ottimismo. Ma io non sono preoccupato, ho 22 anni e voglia di sfidare le incognite, proprio come quel pomeriggio ho sfidato quei 12 km. di salita e discesa sotto la pioggia, scalando il Monte Reale di Ronco Scrivia. Il futuro mi aspetta e non vedo l'ora di affrontarlo.
Anni dopo rimpiangerò quella scelta, rimpiangerò di non aver fatto l'Isef come quell'estate avrei voluto. Ma quella sera ero ancora convinto di aver preso la strada giusta o comunque di aver fatto una scelta.
Qualche giorno dopo un mio amico fotografo che aveva corso quella gara andò ancora a Ronco Scrivia e vide la mostra del concorso fotografico abbinato alla gara. Una mia foto gigante, in discesa nel bosco, aveva vinto il quinto premio. Me l'ha portata e insieme a quella un altra in cui passo da un ponte ferroviario, nel finale di corsa. Quest'ultima la preferisco, mi si vede lanciato verso il traguardo, ricaricato nel morale e con lo sguardo verso il futuro....con la fiducia di poter fare bene negli ultimi kilometri della corsa ... sono bagnato dalla pioggia ma in piena spinta....quella foto gigante in bianco e nero non ha vinto premi ma ha preso proprio lo spirito di quel momento, la sfida al tempo e al futuro...."Who'll stop the rain ?" Chi può fermare la pioggia ? Chi può prevedere il futuro ?


Matteo Piombo

 
   

Usename
Password


Aiutaci a mantenere il sito sempre più ricco e aggiornato.

Iscriviti


Prossimi Appuntamenti

Domenica   05/02/2012
5° “Cross del tartufo” ( Acqui Terme (AL) )Km 5


Domenica   05/02/2012
2a Corsa di San Silvestro – Ciao 2011 ( Acqui Terme (AL) )Km 7,6


Domenica   05/02/2012
Mezza Maratona internazionale delle due perle ( S. Margherita ligure )Km 21,097


Sabato   11/02/2012
2° “Cross di Mombarone” ( Acqui Terme (AL) )Km 5


Domenica   12/02/2012
CROSS DELLA PIETRA ( Pietra Marazzi (AL) )Km 11-7


Domenica   12/02/2012
12° Racchettinvalle ( Pragelato (TO) )Km


Ultime Classifiche

08/01/2012 - 4° Memorial "Pietro Sburlati" (Acqui Terme (AL))

Classifiche Circuiti

* Campionato Provincale FIDAL 209

* Trofeo Podistico Challenge Acquese

* Trofeo Podistico Comunità Montana

 
  © Webmaster Trefi Top