Staffetta d'agosto
Mi sono sempre piaciute le staffette su
strada, soprattutto sulle distanze del mezzofondo.
Nel 1981 ai primi di agosto, davanti a casa
mia si svolgeva il Festival dell'Unità
e tra gli organizzatori c'era un mio amico
mezzofondista.
Facevano sempre una corsa podistica e quell'anno
decisero di fare una staffetta 3x1500 sulle
strade del quartiere. Un percorso che conoscevo
bene perchè mi ci allenavo in inverno.
Con alcuni amici misurammo esattamente il
giro con la rotella metrica, era di 1450
metri e privo di salite. Il nostro amico
organizzatore si iscrisse con altri due
atleti di buon valore, erano la squadra
favorita per la vittoria. Io trovai due
compagni per correre, entrambi con tempi
sui 4.40 sui 1500. Non sapevo quanto valevo
quell'anno perchè di solito correvo
su distanze maggiori. Avevo fatto la settimana
prima un 5000 in 17'02"7 a Pont Donnas
in Valle d'Aosta ma sui 1500 ignoravo il
mio potenziale. La gara ebbe un buon successo
con 28 squadre iscritte. La sera della corsa,
il 7 di agosto, c'era molta gente nel rettilineo
di partenza e arrivo. Io avevo deciso di
fare la frazione centrale. La lotta per
la vittoria era da subito tra la squadra
del mio amico organizzatore e una squadra
di Voghera. A poca distanza seguivano due
squadre di Genova, noi eravamo quinti con
un altro team genovese molto vicino e altre
due squadre a una trentina di metri. Quando
mi apprestavo a partire la strada era piena
di gente ai lati e un pò mi emozionava
correre con tanto pubblico. Partii quindi
molto motivato, cercando di recuperare almeno
un avversario. Dopo circa 1' di corsa capii
che quello davanti andava molto veloce e
che invece dovevo pensare a tener dietro
i tre che sembravano volessero recuperarmi.
Dopo un tratto in leggera salita veniva
un lungo rettilineo con una curva alla fine.
Decisi di spingere al massimo lì
per fiaccare le velleità dei miei
inseguitori. Era una strada poco illuminata,
non c'era nessuno in giro, e cercavo di
capire se guadagnavo terreno o no. Alla
curva rallentai un poco, in attesa del tratto
finale. Quando vidi la zona di cambio, anche
se mancavano ancora almeno 400 metri, ebbi
uno stimolo ulteriore perchè sentii
la gente che incitava i primi. E allora
non ebbi più esitazioni, diedi fondo
ad ogni energia e arrivai al traguardo ancora
in spinta. Il mio amico Ernesto aspettava
e mi incitava, gli diedi il testimone e
finalmente mi voltai a vedere che vantaggio
avevamo. Erano almeno 200 metri sulle tre
squadre che ci seguivano, avevo incrementato
il margine. Un altro amico aveva preso la
mia frazione, avevo corso in 4'21"4.
Ernesto non ebbe cali e finimmo quinti in
13'48"0, i miei due colleghi avevo
corso le rispettive frazioni in 4'43"5
e 4'43"1. Ma un addetto al controllo,
in una zona di scarsa visibilità,
disse ai giudici di non aver visto passare
il nostro ultimo frazionista. Così
per almeno 10' restò in forse la
nostra classificazione. Fortunatamente l'errore
fù chiarito e il nostro quinto posto
reintegrato. Potemmo andare a festeggiare
facendo una bella foto coi vincitori e mangiando
tutti insieme al Festival dell'Unità.
Il premio per quella gara fù una
bottiglia di vino a testa. Ma per me fù
una corsa molto gratificante. La settimana
dopo tornai ad allenarmi come al solito
su distanze medie per correre in gare di
5-10 km.
Matteo Piombo